Yuppies necrofili

Non mi piace parlare di certe cose qui dentro ma oggi avrei dovuto terminare e iniziare a pubblicare una nuova serie e invece ho disgraziatamente dato un’occhiata ad alcuni articoli orripilanti che mi ero persa in questi ultimi giorni di clausura da scrittrice. 

Vedo che in seguito alla lettera di Michele, il 30enne che si è tolto la vita pochi giorni fa in Italia, a Udine, un cospicuo numero di vermi più o meno autorevoli ha subito sentito il bisogno di lanciarsi a dare contro al ragazzo cercando meschinamente di liquidare come psichiatrica una situazione di drammatica denuncia politica.

Io sono una edonista-anarchica e detesto chi si piange addosso. Ma non posso fare a meno di voler sputare in faccia a questi yuppie moralisti nati con le tasche piene che danno lezioni di vita ai meno fortunati con quella retorica insopportabile del “Forza, rimboccatevi le maniche”. Se è così dignitoso perché non ci mandate i vostri figli del cazzo a lavorare in fabbrica o a fare i cassieri al supermercato?

Quando dite queste cose, oltre a far venire pulsioni comuniste ad una come me, vi meritereste tutta la violenza del nuovo sottoproletariato che prendete per il culo.

Mi avete fatto passare la voglia di scrivere per oggi.

Scusate il linguaggio ma sono incazzata nera. 
E non sono ammesse repliche. Se avete idee diverse tenetevele.

Sì, non sono un cazzo democratica.

Alessandra

7 comments

  1. Non saprei se ho idee diverse; probabilmente, su alcuni punti sì, dipende che cosa si intende per “piangersi addosso”.
    Anche io mi sono incazzata leggendo e sentendo i commenti; molti dei miei conoscenti propendevano per la lettura psicologica che, per carità, non posso escludere (non ho competenze cliniche tali da pronunciarmi in merito). Ci ho litigato, e mi sono accorta che le persone, in media e con le varie differenze del caso, sembrano tutte felici di essere schiave; sembra che, quando gli dici che potrebbero essere libere e felici, in realtà tu li abbia insultati.
    Vedo che c’è, in generale, una tendenza allo youth bashing e, soprattutto, a condurre una retorica del tipo “eh, ma se non sei adatto al mercato cavoli tuoi, con il sacrificio si ottiene tutto, sei tu il fallito”.
    Sarebbe bello se fosse vero, che i sacrifici ti svoltano la vita, e se, soprattutto, i sacrifici che ci abituano a fare valessero quella libertà a cui si rinuncia.
    L’unica cosa buona è che siamo in tanti che si sono espressi con la tua durezza, e molte persone si stanno risvegliando dal torpore e cercano di riprendere o continuare quelle battaglie sociali e culturali che in questo paese mancano da tempo.

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  2. quando qualcuno muore vittima di quel male oscuro che è la mancanza di una speranza di una vita dignitosa e migliore, dico non si deve mai sputare sentenze né in un senso né in quello opposto. Si tace per rispetto.
    Vorrei anche ribadire che ci sono lavori umili e meno umili. A tutti piacciono il secondo tipo ma non sempre è possibile. Quello che invece non va bene, e sono d’accordo, che quelli meno umili siano tutti prenotati da persone che forse non meritano di stare lì.

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  3. La lettera di Michele io l ho trovata più reale che mai e sono veramente dispiaciuta del fatto che purtroppo sia andata come lui “desiderava” se qualcuno l’avesse trovata prima dell’accaduto, che bello, Michele ha parlato chiaro e realmente di cio che sta accadendo, mi sono venuti i brividi, hai ragione tu. Io ho dato una svolta difficile alla mia vita mi sono licenziata per non sopportare più pressioni psicologiche, passo la mia parola a chiunque perchè bisogna uscire da questo sistema che fa schifo!

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