“Io non voglio morire sobria”

Rileggendo la sottoscritta tra le vipere mi sta venendo una gran voglia di aggiungerci  nuovi episodi qua e là perché (posso permettermi di dirmelo da sola) è davvero bello ed è un peccato che sia così breve. Forse, tra tutti, resta il mio lavoro preferito, anche se posso capire perché la maggior parte di voi continui a preferire Diario di una Stronza e il suo seguito canadese. O almeno, questo è quello che mi sembra di capire dalle mail che mi mandate.

In ogni caso, rileggendolo, il mio capitolo preferito resta senza dubbio la trasferta con Jill a Las Vegas:
Alessandra tra le vipere -8- Come le vampire
tutto oltre lo straordinario (o l’orribile, a seconda dei punti di vista). Soprattutto se si pensa che è tutto vero.

A.

It’s the end of the world as we know it (and I feel fine)

In questi giorni di clausura forzata, tra un film di Bong Joon-ho, un libro di B.E.Ellis e un trip di LSD, sono tornata a riordinare la scrivania virtuale della mia disordinatissima produzione letteraria: un romanzo breve da terminare, uno nuovo da iniziare, due offerte di pubblicazione per “Diario di una Stronza” da parte di due case editrici italiane e, come sempre, una valanga di mail orrende (le vostre) che contengono in egual misura proposte di incontri, domande sulla mia vita privata e link a racconti erotici autoprodotti che puntualmente fanno schifo.

p.s. girare in una metropoli senza macchine ascoltando Little Wonder di David Bowie è meraviglioso

Stay tuned

A.

Tappeti rossi #1

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…Il nostro show inizia puntuale alle 00:15. Miss Trisomia21 è stata portata via e ora c’è Jixa su un tavolo a quattro zampe con alcuni volontari che fanno la fila per prendere a schiaffi il suo visino da irlandese di montagna. Più precisamente gli uomini la prendono a schiaffi, le donne preferiscono sputarle in faccia. Ad ogni schiaffo o sputo che arriva, Jixa deve chinare il capo e dire “Thank you Sir” oppure “Thank you Ma’am”… O almeno questo è quello che mi pare di capire visto che sono immobilizzata dietro di lei con la faccia legata contro le sue chiappe e la lingua nel suo buco del culo.
Proprio quando mi sembra di essere sul punto di soffocare sento una mano che mi slega, mi afferra per il collo e mi alza la testa facendomi riprendere fiato, come dopo un’immersione.
L’uomo mi lega ad un guinzaglio e mi trascina a gattoni verso il pubblico
– Signori, chi vuole pisciare in faccia a una modella?

Il mio romanzo Alessandra tra le vipere in finale al PremioGiovaneHolden2019. 

Alessandra tra le vipere -11- Discese ripide

– Signorine vi prego di consegnarmi i vostri telefoni. Li riavrete a serata conclusa. Vi ricordo inoltre che è severamente proibito uscire dal secondo piano, parlare con gli ospiti ed in generale qualsiasi tentativo di registrare immagini o video all’interno della sala.
All’interno di un elegante camerino dai soffitti affrescati un energumeno in giacca e cravatta ci sta perquisendo con cura per verificare che non abbiamo microfoni o microcamere addosso, sempre facendo attenzione a non sciupare i vestiti. La festa è appena iniziata e noi siamo di nuovo Dorothy e Jixa. Sulla porta il padrone del palazzo, un uomo sulla cinquantina con la faccia che pare di cera e i capelli color cenere, aspetta con le mani incrociate.
– Devo togliermi anche le mutande o basta così? – chiedo ironicamente ma l’uomo (altro…)

Alessandra tra le vipere -10- Limo

Non ero mai stata in una limousine. Non sono così spaziose come sembrano. Gli interni sono proprio come li vedi nei film ma c’è qualcosa che ti fa sentire su un altro piano rispetto al mondo che ti circonda. Guardo le luci sfocate di Milano attraverso i vetri bagnati ed come se il tempo qui dentro si fosse fermato. Abbiamo addosso due abiti da sera dal valore di un appartamento, due stravaganti cinture di castità ed è come se fossimo sospese in una specie di limbo, mentre corriamo verso la misteriosa serata che ci sta aspettando. Sposto la testa dal finestrino. Sul tavolino di fronte ci è stato lasciato un secchiello del ghiaccio con una bottiglia di champagne e due calici.
– A cosa brindiamo? – chiedo a Jillian mentre le verso da bere. (altro…)

Alessandra tra le vipere -9- Milano ha nove code

– Mi scusi, qual’è la strada per San Babila? …Vorrei un risotto alla milanese… Come si arriva a Piazza del Duomo? …Posso dare da mangiare ai piccioni? …Vorrei cenare e sto cercando un’autentica tra… trat… un’autentica tratt…
– “Trattoria”.
– …un’autentica trattoria marchigiana.
In coda al ritiro bagagli di Malpensa Jillian si sta esercitando con un’app sul telefono per imparare l’italiano attraverso tipiche frasi per turisti.

Se qualche settimana fa mi avessero detto che avrei passato capodanno in Italia davvero non ci avrei mai creduto. E a Milano oltretutto.
Il fatto è che sabato sera, tornata a casa, Jill ha trovato sotto la porta una busta nera senza mittente. Dal messaggio all’interno era ovvio che si trattava delle stesse persone che avevano organizzato la serata al Goldwick ma questa volta l’invito era per una “cerimonia privata di elevato prestigio nel nord Italia”. Un evento per il quale si richiedeva “massima riservatezza” e una “disponibilità completa a offrire il proprio corpo verso pratiche (altro…)

Alessandra tra le vipere -8- Come le vampire

Credeteci o no, non esiste niente al mondo che ti faccia venire voglia di sballarti come entrare in un casinò a Las Vegas durante la settimana mondiale del trading. Orde di giovani yuppie carichi di testosterone accorsi da ogni parte del continente per ascoltare mostri sacri come Alan Greenspan o John Paulson, stringere contatti importanti e mandare un messaggio di buonanotte alla moglie durante una sega a quattro mani da 140$ in un centro massaggi tailandese. L’evento si svolgerà nell’area conferenze del Venezian Hotel e il tasso di cocaina nell’aria è tale che puoi ritrovarti quasi strafatta nel solo tragitto dall’ingresso alla tua suite con vista panoramica. Qualche giorno fa, quando Jillian mi ha proposto questa trasferta, di fronte alle mie perplessità sul fatto di alloggiare in uno dei casinò più costosi del pianeta, mi aveva tranquillizzata spiegandomi che aveva “un gancio per spendere poco”.
Avevo pensato ad un contatto tra lo staff, ma quando siamo arrivate Jill è andata alla reception e con tutta la tranquillità del mondo ha chiesto “Suite 14”. Senza lasciare documenti o carte di credito. Ha semplicemente preso la chiave e siamo andate alla nostra stanza. Tutto questo era un po’ troppo per una semplice conoscenza con un inserviente e infatti (altro…)

Binitoh Mussoliny

I fatti di questi ultimi giorni mi hanno riportato ad una domenica di dicembre di qualche anno fa. Abitavo già a Vancouver e stavo iniziando a scrivere il primo capitolo di Uccidete la Tigre Bianca (che prima o poi finirò – lo giuro) mentre Coraline sul divano ascoltava a testa in giù la musica con le cuffie. La tele era accesa su una trasmissione italiana che stava facendo uno speciale su casapound, forza nuova e tutti quei movimenti neofascisti composti essenzialmente da gente che per scopare deve aprire il portafogli. Ad un certo punto compare sullo schermo una foto di Mussolini e Coraline si leva le cuffie e mi chiede incuriosita che sta succedendo, cosa stanno dicendo.
Le spiego l’argomento del programma, che stanno parlando dei nuovi movimenti di estrema destra ma Coraline continua a non capire e mi chiede “E cosa c’entra Mussolini?”
Rispondo:”Beh, perché sono movimenti di nostalgici di Mussolini” e a quelle parole Coraline scoppia a ridere come se avessi detto la battuta del secolo. Ma proprio senza riuscire a fermarsi. Io la guardo un po’ stupita e le chiedo “Cos’è che ti fa così ridere?” e a questa domanda lei non solo non si ferma ma continua a ridere ancora più forte. Talmente forte da farsi venire le lacrime agli occhi e da iniziare a fare quei suoni acuti buffissimi di chi, senza fiato, cerca disperatamente di dire qualcosa. “Binitoh Mussoliny” cerca di ripetere sopraffatta dalle sue stesse risate.
Io, sempre più basita, sposto la testa: guardo la tv, poi guardo Coraline.
In tv, dei giornalisti italiani seduti ad un tavolo stanno discutendo seriamente con un leader di casapound.
Sul mio divano, una ragazza neozelandese sta ridendo a crepapelle rischiando un infarto.
A quel punto capisco. E inizio a ridere anch’io.