Non abbastanza

Sedute dentro la capanna degli indiani in un Old Wild West di periferia io e Ramada siamo reduci da uno peggiori weekend che si possa ricordare.
– Allora mi vuoi dire che hai fatto ieri sera? Hai una faccia che sembri uscita da un turno alla Foxxcon.
– La Foxxcon? – le rispondo distratta con lo sguardo perso nella coca cola.
– Sì, la fabbrica che produce gli iPhone in Cina. Sai, quella dove i dipendenti si buttano dal tetto da quanto fa schifo lavorare lì dentro.
– Sono stata… no lascia stare, te lo racconto un’altra volta.
– Mhpf, come vuoi. Ma intanto vedi di ordinare che siamo qui da mezz’ora e (altro…)

Cazzi brutti

– Oddio Alessandra sposta le gambe!
– Che succede?
– Succede che tra un po’ cado dal letto.
– Scusa, ti stavo schiacciando?
– No, hai i piedi gelati!
– Sì ho lasciato le scarpe nella camera e sono venuta scalza per non farmi sentire da quel pezzo di stronzo.
– Chi?
– Il direttore di sto cazzo di hotel, mi sta cercando perché vuole farmi pagare 200 euro per la bottiglia di champagne.
– Quale bottiglia di champagne?
– Quella volata dalla finestra ieri notte… e che è finita sul cofano della sua auto.
– Hai lanciato una bottiglia di champagne dalla finestra della tua stanza?
– Non è stata colpa mia, è stata Sara.
– Sara? Ma non era in camera con… Ehi ma che fai con quella mano?
– Cosa ti sembra che stia facendo? Ti sto facendo una sega.
– Intendevo con l’altra mano.
– Ah sì, ti sto mettendo (altro…)

Lumache

Gli anni del liceo, i primi 18, le gite, le feste, le sbronze, i radicali, il sesso, Trieste… Frammenti di ricordi di quegli anni luminosi prima del buio, buttati giù di getto senza filtro. “Please take your seat and fasten your seat belt”. Si parte.

Cosa ci trovasse Giorgia in un asciugone come GianMarco non lo capirà mai nessuno, specialmente se lo sfigato in questione, oltre ad essere alto un metro e un cazzo, apparteneva a quella categoria di figli di papà iper logorroici che se ti chiudono con le spalle al muro ad una festa sei finita.
– Devo farle una sorpresa da lasciarla a bocca aperta – aveva continuato a ripetere da ottobre assillandoci con idee una più brutta dell’altra. Prima un orribile servizio fotografico per coppiette in stile anni 50 con bretelle, cappelli di paglia e campi di grano. Poi una settimana bianca a Dubai, per provare il piacere di rilassarsi in piscina dopo una discesa in snowboard sulla neve artificiale. E per finire una coppia di cavalli bianchi battezzati “Giammi & Giugia” per andare a trottare insieme la domenica mattina nelle verdi campagne friulane. È incredibile come chiunque sia nato con un conto in banca superiore ai sei zeri sia totalmente sprovvisto di un qualsiasi senso del grottesco.
Ad ogni modo il motivo di tanta preoccupazione risiedeva nel fatto che a febbraio Giorgia avrebbe compiuto i fatidici 18 e quella era l’occasione per (altro…)

Alessandra tra le vipere -11- Discese ripide

– Signorine vi prego di consegnarmi i vostri telefoni. Li riavrete a serata conclusa. Vi ricordo inoltre che è severamente proibito uscire dal secondo piano, parlare con gli ospiti ed in generale qualsiasi tentativo di registrare immagini o video all’interno della sala.
All’interno di un elegante camerino dai soffitti affrescati un energumeno in giacca e cravatta ci sta perquisendo con cura per verificare che non abbiamo microfoni o microcamere addosso, sempre facendo attenzione a non sciupare i vestiti. La festa è appena iniziata e noi siamo di nuovo Dorothy e Jixa. Sulla porta il padrone del palazzo, un uomo sulla cinquantina con la faccia che pare di cera e i capelli color cenere, aspetta con le mani incrociate.
– Devo togliermi anche le mutande o basta così? – chiedo ironicamente ma l’uomo (altro…)

Alessandra tra le vipere -10- Limo

Non ero mai stata in una limousine. Non sono così spaziose come sembrano. Gli interni sono proprio come li vedi nei film ma c’è qualcosa che ti fa sentire su un altro piano rispetto al mondo che ti circonda. Guardo le luci sfocate di Milano attraverso i vetri bagnati ed come se il tempo qui dentro si fosse fermato. Abbiamo addosso due abiti da sera dal valore di un appartamento, due stravaganti cinture di castità ed è come se fossimo sospese in una specie di limbo, mentre corriamo verso la misteriosa serata che ci sta aspettando. Sposto la testa dal finestrino. Sul tavolino di fronte ci è stato lasciato un secchiello del ghiaccio con una bottiglia di champagne e due calici.
– A cosa brindiamo? – chiedo a Jillian mentre le verso da bere. (altro…)

Alessandra tra le vipere -9- Milano ha nove code

– Mi scusi, qual’è la strada per San Babila? …Vorrei un risotto alla milanese… Come si arriva a Piazza del Duomo? …Posso dare da mangiare ai piccioni? …Vorrei cenare e sto cercando un’autentica tra… trat… un’autentica tratt…
– “Trattoria”.
– …un’autentica trattoria marchigiana.
In coda al ritiro bagagli di Malpensa Jillian si sta esercitando con un’app sul telefono per imparare l’italiano attraverso tipiche frasi per turisti.

Se qualche settimana fa mi avessero detto che avrei passato capodanno in Italia davvero non ci avrei mai creduto. E a Milano oltretutto.
Il fatto è che sabato sera, tornata a casa, Jill ha trovato sotto la porta una busta nera senza mittente. Dal messaggio all’interno era ovvio che si trattava delle stesse persone che avevano organizzato la serata al Goldwick ma questa volta l’invito era per una “cerimonia privata di elevato prestigio nel nord Italia”. Un evento per il quale si richiedeva “massima riservatezza” e una “disponibilità completa a offrire il proprio corpo verso pratiche (altro…)

Alessandra tra le vipere -8- Come le vampire

Credeteci o no, non esiste niente al mondo che ti faccia venire voglia di sballarti come entrare in un casinò a Las Vegas durante la settimana mondiale del trading. Orde di giovani yuppie carichi di testosterone accorsi da ogni parte del continente per ascoltare mostri sacri come Alan Greenspan o John Paulson, stringere contatti importanti e mandare un messaggio di buonanotte alla moglie durante una sega a quattro mani da 140$ in un centro massaggi tailandese. L’evento si svolgerà nell’area conferenze del Venezian Hotel e il tasso di cocaina nell’aria è tale che puoi ritrovarti quasi strafatta nel solo tragitto dall’ingresso alla tua suite con vista panoramica. Qualche giorno fa, quando Jillian mi ha proposto questa trasferta, di fronte alle mie perplessità sul fatto di alloggiare in uno dei casinò più costosi del pianeta, mi aveva tranquillizzata spiegandomi che aveva “un gancio per spendere poco”.
Avevo pensato ad un contatto tra lo staff, ma quando siamo arrivate Jill è andata alla reception e con tutta la tranquillità del mondo ha chiesto “Suite 14”. Senza lasciare documenti o carte di credito. Ha semplicemente preso la chiave e siamo andate alla nostra stanza. Tutto questo era un po’ troppo per una semplice conoscenza con un inserviente e infatti (altro…)