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Alessandra tra le vipere -5- La Terrorista del Lusso

Seduta da Nick’s Coffee & Diner mentre aspetto la mia cheesecake al mirtillo guardo il messaggio che mi è appena arrivato sul telefono.
La fotografia di una coda di persone davanti ad una vetrina importante.
“Tardo 20 minuti.
Vai pure a prenderti un caffè”

Uno dei motivi per cui la mia amica irlandese detesta fare shopping su internet, ostinandosi a sgomitare nei negozi il fine settimana, è perché le preclude la possibilità di esercitarsi nel suo più grande sfogo anti-stress: soddisfare la sua indole di Terrorista del Lusso. Un terrorismo che, trattandosi di Jillian, non può che fare rima con feticismo.
Durante una cena da Antony’s mi aveva raccontato di come queste singolari pulsioni erotico-sovversive fossero iniziate (altro…)

Alessandra tra le vipere -2- Jixa

All’angolo tra Cole Avenue e Melrose Avenue le vetrate luminose del Providence illuminano la fila di coppie in coda verso un’impresa pressoché impossibile: trovare un tavolo libero il venerdì sera. Si tratta perlopiù di giovani colletti bianchi ma ci sono anche svariati produttori televisivi. Questi li riconosci perché sono vestiti a metà tra un formal e un casual-friday, portano occhialini da intellettuali coi soldi e generalmente, dopo essersi fatti succhiare l’uccello tutto il pomeriggio dall’attricetta speranzosa di turno, si lavano la coscienza portando moglie e bambini a cena nel ristorante di pesce più costoso del quartiere.
In piedi al bancone del bar ordino un martini per ingannare l’attesa intanto che aspetto l’arrivo di Jixa. Se dovessi dirvi ora perché l’ho fatto, perché l’ho chiamata, (altro…)

Un consiglio…

…state sempre attenti alle foto che utilizzate come immagini del profilo su FB 

Frammenti dal Diario di una Stronza #5 – Mistress per caso

La domenica mi sveglio con uno dei doposbornia peggiori che la memoria ricordi. Mi reco barcollante verso la cucina, mi verso da bere, accendo il portatile e mi connetto al social network con la f minuscola. Guardo i messaggi… e per poco non sputo tutto il caffè americano sullo schermo.

Ma devo tornare un attimo indietro.
Da un po’ di tempo Giorgia era fissata sul fatto di (altro…)

Tokyo, Mon Amour

Come un chirurgo durante la più delicata delle operazioni il giovane fotografo dagli occhi a mandorla si è chinato a frugare nella sua valigetta con gli strumenti per tirare fuori una specie di doppia lente dalla forma rettangolare. Seduto su uno sgabellino con le mie caviglie tra le mani mi sta esaminando le dita dei piedi da quasi venti minuti.
Prima ha passato in rassegna le mani, poi ha fatto cenno ad un’assistente e le ha sussurrato qualcosa. Questa è corsa a chiamare un altro ragazzo che è arrivato con un tablet ad ascoltare le osservazioni del fotografo. Due ore di segni, indicazioni e frasette in giapponese con, ogni tanto, qualche sorriso verso di me per rassicurarmi che stava andando tutto bene.

Il bello di lavorare a Tokyo è che l’ospitalità nipponica è qualcosa di assolutamente ineguagliabile. Ti vengono a prendere all’aeroporto in un’auto dai vetri scuri, ti accolgono al Park Hyatt come (altro…)

camgirls e Milionarie in una notte

Frammenti dal Diario di una Stronza #4 – Soffocare

Il giovedì sera è stato ribattezzato “chinese food & evil plans”, un appuntamento fisso divenuto un vero e proprio rituale che consiste nel trovarsi a casa di Giorgia, ordinare cibo cinese a domicilio e passare la serata mangiando in pigiama davanti alla tv a commentare reality trash. Ma soprattutto a portare avanti la ricerca del nostro piano segreto per la felicità eterna: diventare schifosamente ricche in poco tempo e senza sforzi.

Sì perché se pensate che abbiamo intenzione di passare le nostre vite sgobbando otto ore al giorno per uno stipendio da fame, abbruttite dallo stress e dalla frustrazione come la maggior parte di voi, allora non avete capito niente. (altro…)

Buon San Valentino di merda

Frammenti dal Diario di una Stronza #2 – Peggio di così si muore (un sabato sera di merda)

Sabato sera arrivo al live club XXXX e sono già incazzata a morte.
Nel pomeriggio ho perso per un soffio una partita a squash contro una cagnetta presuntuosa che avrei voluto strozzare con le mie mani dopo averle fatto ingoiare la racchetta. Una di quelle insopportabili stronzette prodigio che hanno iniziato a giocare l’altro ieri, sono già fottutamente forti e ti fanno – Sìbellapartitabrava – con quello sguardo politicamente corretto da finte umili del cazzo.
Tornata a casa ho avuto pochissimo tempo per prepararmi così dovuto optare per (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #13 – Fammi piangere

Gli occhi iniziano ad aprirsi al suono di passi che si avvicinano.
Mi guardo intorno con la vista ancora sfocata.
Questa stanza la conosco…
Capisco di essere nel retro del Sexy Shop dove lavora Coraline.
La Nostra stanza.
Un paradiso di pause-pranzo passate a mangiare porcherie fritte, fumare canne, guardare porno ridicoli e scopare sul tavolo dell’archivio.
Cerco di muovermi e mi accorgo di essere completamente immobilizzata su una sedia, con i polsi e le caviglie legate.
Come sono finita qui dentro?
I passi si fanno sempre più vicini, sembra un suono (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #12 – Sogni

Prendo coscienza dopo un lungo sogno fatto di ricordi e immagini di una delle peggiori serate della mia vita.
Sono avvolta dall’oscurità.
Dove mi trovo?
Cerco di alzarmi, provo a muovermi ma il mio corpo non risponde. Più precisamente, il mio corpo non c’è più, è sparito. O forse c’è ancora, da qualche parte, ma non riesco a percepirlo.
Sono… morta?
Ma no Alex, non si muore per un taglietto del cazzo.
Capisco di essere in quella specie di dormiveglia in cui (altro…)

Medusa

– Sì?
– Ehm, buongiorno… sono Marco, posso entrare?
– Era ora. Sei il ragazzo del take away cinese, vero? Ho una fame…
– No, sono un cliente. La ragazza all’ingresso mi ha detto di salire al terzo piano e di bussare qui.
– Quale ragazza all’ingresso?
– Quella alta due metri, con le meches bionde.
– Ah, Ettore.
– Ettore?
– Il travestito più richiesto del quartiere, nonché cantante soul eccezionale. Si esibisce quasi tutte le sere (altro…)

Diario di una Stronza (completo)

È passato quasi un anno dalla prima pubblicazione di questo diario/racconto. La vita in Italia prima del periodo canadese. E mentre lo rileggo per riformattarlo è strano notare quanto mi sembri tutto così lontano e distante. Quanto mi senta diversa.

Ho iniziato a scriverlo una notte, di getto. Ho scritto i primi 4 capitoli in 3 giorni consecutivi, in trance, senza riuscire a staccarmi dallo schermo e senza quasi mangiare o dormire. Senza sapere cosa sarebbe diventato o cosa ne avrei fatto, sapevo solo che queste cose dovevano uscire. E proprio per questo ci ha messo un po’ a prendere la forma che poi è diventata quella caratteristica. Sono stata anche tentata di riscrivere i primi tre capitoli, per adattarli meglio al resto ma poi, un po’ per pigrizia, un po’ perché non mi piace rimettere mano alle cose finite, ho deciso di lasciare tutto così com’era. Lo pubblico tutto insieme, in modo da poter essere letto tutto d’un fiato e per non creare eccessiva confusione con i nuovi episodi.

Ah, dal momento che alla prima pubblicazione alcune persone avevano pensato di mandarmi insulti e auguri di malasorte perché si erano sentiti offesi, mi sembra doveroso iniziare questa volta con un prezioso avvertimento:

Attenzione! Il contenuto di questo racconto potrebbe urtare la vostra sensibilità.
Il suo linguaggio esplicito è fatto apposta per turbare gli imbecilli. (cit)

A tutti gli altri, buon divertimento

 

1. Alpha e beta

Fin dai tempi del liceo, quando la maggior parte delle mie amiche e compagne di classe erano perse in infatuazioni e bollori versoi tipi più fighi, interessanti – passato ma spesso anche semplicemente popolari – della scuola io ho sempre trovato molto più interessante un’altra categoria: gli sfigati. E non sto parlando dei finti timidi introversi (altro…)