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camgirls e Milionarie in una notte

Frammenti dal Diario di una Stronza #4 – Soffocare

Il giovedì sera è stato ribattezzato “chinese food & evil plans”, un appuntamento fisso divenuto un vero e proprio rituale che consiste nel trovarsi a casa di Giorgia, ordinare cibo cinese a domicilio e passare la serata mangiando in pigiama davanti alla tv a commentare reality trash. Ma soprattutto a portare avanti la ricerca del nostro piano segreto per la felicità eterna: diventare schifosamente ricche in poco tempo e senza sforzi.

Sì perché se pensate che abbiamo intenzione di passare le nostre vite sgobbando otto ore al giorno per uno stipendio da fame, abbruttite dallo stress e dalla frustrazione come la maggior parte di voi, allora non avete capito niente. (altro…)

Buon San Valentino di merda

Frammenti dal Diario di una Stronza #2 – Peggio di così si muore (un sabato sera di merda)

Sabato sera arrivo al live club XXXX e sono già incazzata a morte.
Nel pomeriggio ho perso per un soffio una partita a squash contro una cagnetta presuntuosa che avrei voluto strozzare con le mie mani dopo averle fatto ingoiare la racchetta. Una di quelle insopportabili stronzette prodigio che hanno iniziato a giocare l’altro ieri, sono già fottutamente forti e ti fanno – Sìbellapartitabrava – con quello sguardo politicamente corretto da finte umili del cazzo.
Tornata a casa ho avuto pochissimo tempo per prepararmi così dovuto optare per (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #13 – Fammi piangere

Gli occhi iniziano ad aprirsi al suono di passi che si avvicinano.
Mi guardo intorno con la vista ancora sfocata.
Questa stanza la conosco…
Capisco di essere nel retro del Sexy Shop dove lavora Coraline.
La Nostra stanza.
Un paradiso di pause-pranzo passate a mangiare porcherie fritte, fumare canne, guardare porno ridicoli e scopare sul tavolo dell’archivio.
Cerco di muovermi e mi accorgo di essere completamente immobilizzata su una sedia, con i polsi e le caviglie legate.
Come sono finita qui dentro?
I passi si fanno sempre più vicini, sembra un suono (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #12 – Sogni

Prendo coscienza dopo un lungo sogno fatto di ricordi e immagini di una delle peggiori serate della mia vita.
Sono avvolta dall’oscurità.
Dove mi trovo?
Cerco di alzarmi, provo a muovermi ma il mio corpo non risponde. Più precisamente, il mio corpo non c’è più, è sparito. O forse c’è ancora, da qualche parte, ma non riesco a percepirlo.
Sono… morta?
Ma no Alex, non si muore per un taglietto del cazzo.
Capisco di essere in quella specie di dormiveglia in cui (altro…)

Medusa

– Sì?
– Ehm, buongiorno… sono Marco, posso entrare?
– Era ora. Sei il ragazzo del take away cinese, vero? Ho una fame…
– No, sono un cliente. La ragazza all’ingresso mi ha detto di salire al terzo piano e di bussare qui.
– Quale ragazza all’ingresso?
– Quella alta due metri, con le meches bionde.
– Ah, Ettore.
– Ettore?
– Il travestito più richiesto del quartiere, nonché cantante soul eccezionale. Si esibisce quasi tutte le sere (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #10 – Ipocrisia di merda

Per festeggiare la promozione di Zoey, diventata da poco direttrice generale di una nota casa di produzione cinematografica, abbiamo deciso di soddisfare le nostre voglie di sushi e sashimi nel ristorante giapponese più esclusivo di Yaletown.
Il tavolo al terzo piano, in una delle posizioni migliori della sala, è pieno di svariate portate, prese per poter assaggiare un po’ di tutto: dalla tempura agli yakitori, dal katsu-don ai gyoza. Tutto questo insieme, ovviamente, ad una quantità esagerata di pesce crudo.
Siamo già un po’ tutte ubriache per via del pesante aperitivo di qualche ora fa e (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #8 – Madonna Mayalah

Infilo la chiave di casa che sono zuppa dalla testa ai piedi. Per qualche motivo, da un paio di giorni, le previsioni del tempo qui a Vancouver hanno iniziato a toppare clamorosamente e così quello che oggi doveva essere un “parzialmente sereno con qualche nuvola” si è rivelato un: “muro d’acqua che neanche ad Haiti”.

Un avvolgente profumo d’incenso si espande nell’aria, la voce di Jim Morrison che canta The End esce dalle casse e questo significa che Coraline è già arrivata.

Entro in bagno e la trovo seduta a fare pipì mentre sta scartando la confezione di un vibratore con l’espressione curiosa ed eccitata di una bambina a Natale. (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #7 – Igiene orale

– Che stai scrivendo?
– Mmh… un racconto.
– Uno nuovo?
– Yes
Coraline sbircia sullo schermo del portatile sforzandosi di leggere alcune frasi in italiano senza capirne il significato, poi va a prendere il latte di soia, lo versa sui cereali e si siede a gambe incrociate sul letto col cucchiaio in bocca.
– Me lo leggi? – mi chiede mentre sgranocchia
– Non è ancora finito… mi manca poco.
– E di cosa parla, sempre di noi due? (altro…)

Uccidete la Tigre Bianca – 5 – Hell’s Kitchen

All’angolo tra una rosticceria cinese e un parco di divertimenti abbandonato due sexy diavolesse luminose si strusciano provocanti formando la K all’interno della grande insegna “Hell’s Kitchen”.
L’imponente edificio dal sapore anglosassone era stato in origine un albergo di lusso per ricconi dal gusto kitsch, fallito non appena il quartiere sprofondò nel degrado diventando territorio di spacciatori di hyperspeed e mignotte tailandesi con o senza uccello.

All’interno si possono ancora ammirare quadri rinascimentali posticci, lampadari grotteschi, rifiniture in ottone arrugginito e tappeti rossi ormai consumati dal tempo e dai passi di centinaia e centinaia di mariti fedifraghi. (altro…)

Frammenti dal Diario di una Stronza #1 – Microcazzi

Pubblicherò di tanto in tanto in questa sezione chiamata Frammenti alcuni episodi dal mio Diario di una Stronza, antecedenti agli episodi di C’era una volta una Stronza in Canadà e pubblicati un anno fa.

Venerdì pomeriggio sono con Sara a prendere un aperitivo in un noto locale di XXXX, un posto generalmente frequentato da vip, alta società e trenta-quarantenni che semplicemente vorrebbero sentirsi parte di qualcosa di importante. Ambiente moderno ma raffinato, baristi che sembrano usciti da una sfilata e dj abbronzato che mette musica che non ascolta nessuno.
Sara è una nostra ex compagna di scuola con la quale io e Giorgia formavamo un trio inossidabile e che ora vive a Londra. Per via di una qualche parentela nobile ha ereditato, oltre ad un sacco di soldi, dei modi un po’ da contessa (soprannome che le è rimasto fino ad oggi) se non fosse che è di gran lunga la più ninfomane tra tutte le mie amiche. Fin dai tempi del liceo, infatti, una delle sue più grandi fissazioni era quella di riuscire a capire le dimensioni degli attributi maschili da (altro…)