Diario di una Stronza

Un consiglio…

…state sempre attenti alle foto che utilizzate come immagini del profilo su FB 

Frammenti dal Diario di una Stronza #5 – Mistress per caso

La domenica mi sveglio con uno dei doposbornia peggiori che la memoria ricordi. Mi reco barcollante verso la cucina, mi verso da bere, accendo il portatile e mi connetto al social network con la f minuscola. Guardo i messaggi… e per poco non sputo tutto il caffè americano sullo schermo.

Ma devo tornare un attimo indietro.
Da un po’ di tempo Giorgia era fissata sul fatto di (altro…)

Tokyo, Mon Amour

Come un chirurgo durante la più delicata delle operazioni il giovane fotografo dagli occhi a mandorla si è chinato a frugare nella sua valigetta con gli strumenti per tirare fuori una specie di doppia lente dalla forma rettangolare. Seduto su uno sgabellino con le mie caviglie tra le mani mi sta esaminando le dita dei piedi da quasi venti minuti.
Prima ha passato in rassegna le mani, poi ha fatto cenno ad un’assistente e le ha sussurrato qualcosa. Questa è corsa a chiamare un altro ragazzo che è arrivato con un tablet ad ascoltare le osservazioni del fotografo. Due ore di segni, indicazioni e frasette in giapponese con, ogni tanto, qualche sorriso verso di me per rassicurarmi che stava andando tutto bene.

Il bello di lavorare a Tokyo è che l’ospitalità nipponica è qualcosa di assolutamente ineguagliabile. Ti vengono a prendere all’aeroporto in un’auto dai vetri scuri, ti accolgono al Park Hyatt come (altro…)

camgirls e Milionarie in una notte

Frammenti dal Diario di una Stronza #4 – Soffocare

Il giovedì sera è stato ribattezzato “chinese food & evil plans”, un appuntamento fisso divenuto un vero e proprio rituale che consiste nel trovarsi a casa di Giorgia, ordinare cibo cinese a domicilio e passare la serata mangiando in pigiama davanti alla tv a commentare reality trash. Ma soprattutto a portare avanti la ricerca del nostro piano segreto per la felicità eterna: diventare schifosamente ricche in poco tempo e senza sforzi.

Sì perché se pensate che abbiamo intenzione di passare le nostre vite sgobbando otto ore al giorno per uno stipendio da fame, abbruttite dallo stress e dalla frustrazione come la maggior parte di voi, allora non avete capito niente. (altro…)

Buon San Valentino di merda

Frammenti dal Diario di una Stronza #2 – Peggio di così si muore (un sabato sera di merda)

Sabato sera arrivo al live club XXXX e sono già incazzata a morte.
Nel pomeriggio ho perso per un soffio una partita a squash contro una cagnetta presuntuosa che avrei voluto strozzare con le mie mani dopo averle fatto ingoiare la racchetta. Una di quelle insopportabili stronzette prodigio che hanno iniziato a giocare l’altro ieri, sono già fottutamente forti e ti fanno – Sìbellapartitabrava – con quello sguardo politicamente corretto da finte umili del cazzo.
Tornata a casa ho avuto pochissimo tempo per prepararmi così dovuto optare per (altro…)

Diario di una Stronza (completo)

È passato quasi un anno dalla prima pubblicazione di questo diario/racconto. La vita in Italia prima del periodo canadese. E mentre lo rileggo per riformattarlo è strano notare quanto mi sembri tutto così lontano e distante. Quanto mi senta diversa.

Ho iniziato a scriverlo una notte, di getto. Ho scritto i primi 4 capitoli in 3 giorni consecutivi, in trance, senza riuscire a staccarmi dallo schermo e senza quasi mangiare o dormire. Senza sapere cosa sarebbe diventato o cosa ne avrei fatto, sapevo solo che queste cose dovevano uscire. E proprio per questo ci ha messo un po’ a prendere la forma che poi è diventata quella caratteristica. Sono stata anche tentata di riscrivere i primi tre capitoli, per adattarli meglio al resto ma poi, un po’ per pigrizia, un po’ perché non mi piace rimettere mano alle cose finite, ho deciso di lasciare tutto così com’era. Lo pubblico tutto insieme, in modo da poter essere letto tutto d’un fiato e per non creare eccessiva confusione con i nuovi episodi.

Ah, dal momento che alla prima pubblicazione alcune persone avevano pensato di mandarmi insulti e auguri di malasorte perché si erano sentiti offesi, mi sembra doveroso iniziare questa volta con un prezioso avvertimento:

Attenzione! Il contenuto di questo racconto potrebbe urtare la vostra sensibilità.
Il suo linguaggio esplicito è fatto apposta per turbare gli imbecilli. (cit)

A tutti gli altri, buon divertimento

 

1. Alpha e beta

Fin dai tempi del liceo, quando la maggior parte delle mie amiche e compagne di classe erano perse in infatuazioni e bollori versoi tipi più fighi, interessanti – passato ma spesso anche semplicemente popolari – della scuola io ho sempre trovato molto più interessante un’altra categoria: gli sfigati. E non sto parlando dei finti timidi introversi (altro…)

Frammenti dal Diario di una Stronza #3 Disco Night(mare)

Pubblicherò di tanto in tanto in questa sezione chiamata Frammenti alcuni episodi dal mio Diario di una Stronza, antecedenti agli episodi di C’era una volta una Stronza in Canadà e pubblicati un anno fa.

In coda per entrare al [XXXXX] io e Giorgia ci aggiustiamo i capelli spettinati dalla pioggia. Siamo qui per la festa di Susy, una nostra amica di cui in realtà ci importa poco ma a quanto pare ha prenotato dei tavoli nella zona V.I.P. e questa è un’occasione che non possiamo lasciarci scappare.
Giorgia ha un vestito corto nero, sandali con tacco neri, smalto nero, rossetto viola e capelli che alla fine ha deciso di raccogliere lasciando libero qualche ciuffo davanti. Se non la conosceste potreste scambiarla per una dai gusti vagamente goth.
I miei capelli invece stanno bene anche un po’ spettinati e quindi ho deciso di non perdere altro tempo a sistemarli, ho delle scarpe con tacco rosse di vernice e un vestito rosso assolutamente proibitivo a meno che non siate anche voi delle bionde di un metro e ottanta con il viso di Nastassja Kinski e 151 di QI.

Osservo la fiumana di persone in coda, molti hanno la faccia di gente che non ha passato le selezioni di un reality show e dico che è affascinante l’energia, il tempo e i soldi che spendono per tutto questo nonostante quello che li aspetta. (altro…)

Frammenti dal Diario di una Stronza #1 – Microcazzi

Pubblicherò di tanto in tanto in questa sezione chiamata Frammenti alcuni episodi dal mio Diario di una Stronza, antecedenti agli episodi di C’era una volta una Stronza in Canadà e pubblicati un anno fa.

Venerdì pomeriggio sono con Sara a prendere un aperitivo in un noto locale di XXXX, un posto generalmente frequentato da vip, alta società e trenta-quarantenni che semplicemente vorrebbero sentirsi parte di qualcosa di importante. Ambiente moderno ma raffinato, baristi che sembrano usciti da una sfilata e dj abbronzato che mette musica che non ascolta nessuno.
Sara è una nostra ex compagna di scuola con la quale io e Giorgia formavamo un trio inossidabile e che ora vive a Londra. Per via di una qualche parentela nobile ha ereditato, oltre ad un sacco di soldi, dei modi un po’ da contessa (soprannome che le è rimasto fino ad oggi) se non fosse che è di gran lunga la più ninfomane tra tutte le mie amiche. Fin dai tempi del liceo, infatti, una delle sue più grandi fissazioni era quella di riuscire a capire le dimensioni degli attributi maschili da (altro…)