Autore: Alessandra V.

Alessandra tra le vipere -11- Discese ripide

– Signorine vi prego di consegnarmi i vostri telefoni. Li riavrete a serata conclusa. Vi ricordo inoltre che è severamente proibito uscire dal secondo piano, parlare con gli ospiti ed in generale qualsiasi tentativo di registrare immagini o video all’interno della sala.
All’interno di un elegante camerino dai soffitti affrescati un energumeno in giacca e cravatta ci sta perquisendo con cura per verificare che non abbiamo microfoni o microcamere addosso, sempre facendo attenzione a non sciupare i vestiti. La festa è appena iniziata e noi siamo di nuovo Dorothy e Jixa. Sulla porta, il padrone del palazzo, un uomo sulla cinquantina con la faccia che pare di cera e i capelli color cenere, aspetta con le mani incrociate.
– Devo togliermi anche le mutande o basta così? – chiedo ironicamente ma l’uomo (altro…)

Alessandra tra le vipere -10- Limo

Non ero mai stata in una limousine. Non sono così spaziose come sembrano. Gli interni sono proprio come li vedi nei film ma c’è qualcosa che ti fa sentire su un altro piano rispetto al mondo che ti circonda. Guardo le luci sfocate di Milano attraverso i vetri bagnati ed come se il tempo qui dentro si fosse fermato. Abbiamo addosso due abiti da sera dal valore di un appartamento, due stravaganti cinture di castità ed è come se fossimo sospese in una specie di limbo, mentre corriamo verso la misteriosa serata che ci sta aspettando. Sposto la testa dal finestrino. Sul tavolino di fronte ci è stato lasciato un secchiello del ghiaccio con una bottiglia di champagne e due calici.
– A cosa brindiamo? – chiedo a Jillian mentre le verso da bere. (altro…)

Alessandra tra le vipere -9- Milano ha nove code

– Mi scusi, qual’è la strada per San Babila? …Vorrei un risotto alla milanese… Come si arriva a Piazza del Duomo? …Posso dare da mangiare ai piccioni? …Vorrei cenare e sto cercando un’autentica tra… trat… un’autentica tratt…
– “Trattoria”.
– …un’autentica trattoria marchigiana.
In coda al ritiro bagagli di Malpensa Jillian si sta esercitando con un’app sul telefono per imparare l’italiano attraverso tipiche frasi per turisti.

Se qualche settimana fa mi avessero detto che avrei passato capodanno in Italia davvero non ci avrei mai creduto. E a Milano oltretutto.
Il fatto è che sabato sera, tornata a casa, Jill ha trovato sotto la porta una busta nera senza mittente. Dal messaggio all’interno era ovvio che si trattava delle stesse persone che avevano organizzato la serata al Goldwick ma questa volta l’invito era per una “cerimonia privata di elevato prestigio nel nord Italia”. Un evento per il quale si richiedeva “massima riservatezza” e una “disponibilità completa a offrire il proprio corpo verso pratiche (altro…)

Alessandra tra le vipere -8- Come le vampire

Credeteci o no, non esiste niente al mondo che ti faccia venire voglia di sballarti come entrare in un casinò a Las Vegas durante la settimana mondiale del trading. Orde di giovani yuppie carichi di testosterone accorsi da ogni parte del continente per ascoltare mostri sacri come Alan Greenspan o John Paulson, stringere contatti importanti e mandare un messaggio di buonanotte alla moglie durante una sega a quattro mani da 140$ in un centro massaggi tailandese. L’evento si svolgerà nell’area conferenze del Venezian Hotel e il tasso di cocaina nell’aria è tale che puoi ritrovarti quasi strafatta nel solo tragitto dall’ingresso alla tua suite con vista panoramica. Qualche giorno fa, quando Jillian mi ha proposto questa trasferta, di fronte alle mie perplessità sul fatto di alloggiare in uno dei casinò più costosi del pianeta, mi aveva tranquillizzata spiegandomi che aveva “un gancio per spendere poco”.
Avevo pensato ad un contatto tra lo staff, ma quando siamo arrivate Jill è andata alla reception e con tutta la tranquillità del mondo ha chiesto “Suite 14”. Senza lasciare documenti o carte di credito. Ha semplicemente preso la chiave e siamo andate alla nostra stanza. Tutto questo era un po’ troppo per una semplice conoscenza con un inserviente e infatti (altro…)

Binitoh Mussoliny

I fatti di questi ultimi giorni mi hanno riportato ad una domenica di dicembre di qualche anno fa. Abitavo già a Vancouver e stavo iniziando a scrivere il primo capitolo di Uccidete la Tigre Bianca (che prima o poi finirò – lo giuro) mentre Coraline sul divano ascoltava a testa in giù la musica con le cuffie. La tele era accesa su una trasmissione italiana che stava facendo uno speciale su casapound, forza nuova e tutti quei movimenti neofascisti composti essenzialmente da gente che per scopare deve aprire il portafogli. Ad un certo punto compare sullo schermo una foto di Mussolini e Coraline si leva le cuffie e mi chiede incuriosita che sta succedendo, cosa stanno dicendo.
Le spiego l’argomento del programma, che stanno parlando dei nuovi movimenti di estrema destra ma Coraline continua a non capire e mi chiede “E cosa c’entra Mussolini?”
Rispondo:”Beh, perché sono movimenti di nostalgici di Mussolini” e a quelle parole Coraline scoppia a ridere come se avessi detto la battuta del secolo. Ma proprio senza riuscire a fermarsi. Io la guardo un po’ stupita e le chiedo “Cos’è che ti fa così ridere?” e a questa domanda lei non solo non si ferma ma continua a ridere ancora più forte. Talmente forte da farsi venire le lacrime agli occhi e da iniziare a fare quei suoni acuti buffissimi di chi, senza fiato, cerca disperatamente di dire qualcosa. “Binitoh Mussoliny” cerca di ripetere sopraffatta dalle sue stesse risate.
Io, sempre più basita, sposto la testa: guardo la tv, poi guardo Coraline.
In tv, dei giornalisti italiani seduti ad un tavolo stanno discutendo seriamente con un leader di casapound.
Sul mio divano, una ragazza neozelandese sta ridendo a crepapelle rischiando un infarto.
A quel punto capisco. E inizio a ridere anch’io.

Alessandra tra le vipere -7- Call Me

È di nuovo domenica, fuori dalla finestra il sole di L.A. splende più luminoso del solito e io non riesco a mettere i piedi giù dal letto.
Sono in uno stato di dormiveglia da non so quanti minuti con ancora in testa l’atmosfera di ieri notte: io e Jillian abbracciate nell’armadio durante la festa di Ylenia. Non sono neanche le 11 e mi sono già masturbata due volte, la prima che era ancora buio e la seconda qualche ora fa, e ogni volta mi sono riaddormentata subito dopo, sprofondando in sogni strani fatti di ricordi di questi ultimi giorni ma ambientati in posti sconosciuti.
Ieri pomeriggio Jill mi aveva detto che oggi sarebbe dovuta restare a casa, quindi le prospettive per la giornata sono: trovare la forza di uscire, magari per andare a comprare un cazzo di forno a microonde e smetterla di vivere di toast, oppure restare a letto a sfinirmi di ditalini nella speranza (altro…)

Alessandra tra le vipere -6- Alex, Jixa, Ylenia e il gatto succhiacazzi

Di tutte le scelte che potevo fare, quella di indossare dei tacchi per andare ad un party dopo un’intera giornata di su e giù per il centro non è stata decisamente una delle più sagge. Sono le 2 passate, ho perso Jillian da qualche ora e sto passeggiando scalza sul prato dell’incredibile giardino di villa Montanini in mezzo a statue greche, fontane e gruppetti di invitati ai tavoli o appartate sulle sdraio poco distanti.
L’idea era quella di fermarsi per scroccare un po’ di champagne con la scusa di fare gli auguri a Ylenia, figlia di una delle famiglie italiane più ricche del quartiere nonché giovane artista in erba. L’avevamo conosciuta al Noize, un live club dove cantava coraggiosamente il disagio di una vita lacerata tra un master a Cambridge e un viaggio in Thailandia. A fine serata ci eravamo ritrovare a fumare erba sul retro insieme a tecnici del suono che raccontavano aneddoti sulla scena musicale di L.A.: quello che canta bene, quello che canta male, un Marilyn Manson non ancora famoso che tira fuori l’uccello e piscia sul pubblico, contest di pompini nei camerini, eccetera eccetera. Ylenia si era unita per (altro…)

Alessandra tra le vipere -5- La Terrorista del Lusso

Seduta da Nick’s Coffee & Diner mentre aspetto la mia cheesecake al mirtillo guardo il messaggio che mi è appena arrivato sul telefono.
La fotografia di una coda di persone davanti ad una vetrina importante.
“Tardo 20 minuti.
Vai pure a prenderti un caffè”

Uno dei motivi per cui la mia amica irlandese detesta fare shopping su internet, ostinandosi a sgomitare nei negozi il fine settimana, è perché le preclude la possibilità di esercitarsi nel suo più grande sfogo anti-stress: soddisfare la sua indole di Terrorista del Lusso. Un terrorismo che, trattandosi di Jillian, non può che fare rima con feticismo.
Durante una cena da Antony’s mi aveva raccontato di come queste singolari pulsioni erotico-sovversive fossero iniziate (altro…)