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Binitoh Mussoliny

I fatti di questi ultimi giorni mi hanno riportato ad una domenica di dicembre di qualche anno fa. Abitavo già a Vancouver e stavo iniziando a scrivere il primo capitolo di Uccidete la Tigre Bianca (che prima o poi finirò – lo giuro) mentre Coraline sul divano ascoltava a testa in giù la musica con le cuffie. La tele era accesa su una trasmissione italiana che stava facendo uno speciale su casapound, forza nuova e tutti quei movimenti neofascisti composti essenzialmente da gente che per scopare deve aprire il portafogli. Ad un certo punto compare sullo schermo una foto di Mussolini e Coraline si leva le cuffie e mi chiede incuriosita che sta succedendo, cosa stanno dicendo.
Le spiego l’argomento del programma, che stanno parlando dei nuovi movimenti di estrema destra ma Coraline continua a non capire e mi chiede “E cosa c’entra Mussolini?”
Rispondo:”Beh, perché sono movimenti di nostalgici di Mussolini” e a quelle parole Coraline scoppia a ridere come se avessi detto la battuta del secolo. Ma proprio senza riuscire a fermarsi. Io la guardo un po’ stupita e le chiedo “Cos’è che ti fa così ridere?” e a questa domanda lei non solo non si ferma ma continua a ridere ancora più forte. Talmente forte da farsi venire le lacrime agli occhi e da iniziare a fare quei suoni acuti buffissimi di chi, senza fiato, cerca disperatamente di dire qualcosa. “Binitoh Mussoliny” cerca di ripetere sopraffatta dalle sue stesse risate.
Io, sempre più basita, sposto la testa: guardo la tv, poi guardo Coraline.
In tv, dei giornalisti italiani seduti ad un tavolo stanno discutendo seriamente con un leader di casapound.
Sul mio divano, una ragazza neozelandese sta ridendo a crepapelle rischiando un infarto.
A quel punto capisco. E inizio a ridere anch’io.

Rehab

Alla fine è successo

A dir la verità erano un po’ di mesi che le mie amiche continuavano a ripetermi che stavo iniziando ad esagerare, che stavo perdendo il controllo

I dottori dicono che ieri notte mi hanno presa per un pelo, che l’overdose ha rotto dei capillari e se non fossero arrivati il sangue mi sarebbe finito in gola soffocandomi mentre ero priva di sensi sul divano di Sara. Io non ricordo, forse ho rischiato davvero di lasciarci la pelle… o forse ogni reparto di disintossicazione ha il suo inventario di storielle spaventose che utilizzano per farti smettere.

L’infermiera cicciona sta arrivando, non so quando tornerò a scrivere.

Alessandra

Buenos Dias #3

Tornata in Italia per qualche settimana, sabato sera sono stata immortalata a tradimento in tutto il mio entusiasmo da una disegnatrice amica di amici (ciao Gloria) durante una festa orrenda. Devo ammettere che, per come ero messa, alla fine ne sono uscita bene… sembro quasi sobria. Quasi.

AlexL

Fate cagare

L’istinto è quello di sbattermene ma Sara puntualmente mi rompe che la reputazione online ha un suo peso e bla bla i follower, i like, devi socializzare, bla bla bla. E quindi eccomi qua a socializzare, a navigare controvoglia per i vostri blog perlopiù orrendi cercando qualcosa di interessante, o anche solo decente, da likare in questo teatrino ridicolo di “scambio di voti”. E vi devo confessare che è difficile, cazzo se è difficile.   (altro…)

Buon San Valentino di merda

Frammenti dal Diario di una Stronza #2 – Peggio di così si muore (un sabato sera di merda)

Sabato sera arrivo al live club XXXX e sono già incazzata a morte.
Nel pomeriggio ho perso per un soffio una partita a squash contro una cagnetta presuntuosa che avrei voluto strozzare con le mie mani dopo averle fatto ingoiare la racchetta. Una di quelle insopportabili stronzette prodigio che hanno iniziato a giocare l’altro ieri, sono già fottutamente forti e ti fanno – Sìbellapartitabrava – con quello sguardo politicamente corretto da finte umili del cazzo.
Tornata a casa ho avuto pochissimo tempo per prepararmi così dovuto optare per (altro…)