Rehab in pillole #5: Cabine

La scorsa seduta mi aveva chiesto di parlare della mia prima volta ma poi non c’era più tempo. Beh, è successo un pomeriggio in spiaggia, da ragazzina. Stanotte ci ho pensato su – non lo facevo da tempo – e mi è tornata in mente una cosa che avevo scritto quel giorno, alla sera, sul muretto del lungo mare. Una poesia scema. Chissà se c’è ancora…
Faceva pressapoco così:

spingo su il culo a tempo di cassa

la musica fuori dalla radio del bar

“metti qui il piede, blocca la porta”

dannata cabina non c’è il chiavistello

viareggio toscana 28 d’agosto

zia vado al bar mi prendo un gelato

potevo inventare una scusa migliore

marco mi sfonda leonardo mi spacca

il caldo la noia gli ormoni la bamba

“sei proprio sicura che sei maggiorenne?”

ormai son 50 i gradi qui dentro

“oddio che bocca che culo che troia”

mani che afferrano, capelli bagnati

sapore di sale e di palle sudate

pensare che mancan tre giorni a settembre

pensar che stamane ancora ero vergine

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