C’era una volta una Stronza in Canadà

C’era una volta una Stronza in Canadà #7 – Igiene orale

– Che stai scrivendo?
– Mmh… un racconto.
– Uno nuovo?
– Yes
Coraline sbircia sullo schermo del portatile sforzandosi di leggere alcune frasi in italiano senza capirne il significato, poi va a prendere il latte di soia, lo versa sui cereali e si siede a gambe incrociate sul letto col cucchiaio in bocca.
– Me lo leggi? – mi chiede mentre sgranocchia
– Non è ancora finito… mi manca poco.
– E di cosa parla, sempre di noi due? (altro…)

C’era una volta una stronza in Canadà #6 – Tutto in una notte

– Siamo arrivati, sono 15 dollari e 60.
Il bizzarro tassista indiano mi sorride mentre frugo nella borsetta per cercare il portafogli.

Questa sera sono stata invitata dai miei capi ad una cena di beneficenza contro il grave problema dell’epilessia canina.
In poche parole, l’agenzia di moda per cui lavoro, quando non tratta con Grandi Firme che fanno fare gli abiti dai cinesi negli scantinati, supporta cause inutili di gruppi animalisti per migliorare la propria immagine. L’evento è stato tenuto presso un noto ristorante di cucina fusion nel centro di Vancouver, uno di quelli col radar che vi scansiona all’ingresso e se non avete almeno 3 carte di credito platinum, non vi fa neanche entrare. (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #5 – Segreti

– Oh no, è mancata di nuovo la luce! –
Sdraiata sul letto con gli occhi chiusi e la mente ancora annebbiata dallo champagne sento Coraline lamentarsi dal bagno.
Nell’oscurità il suono dei suoi passi scalzi si fa sempre più vicino
– Ehi, ma stai già dormendo? – mi tocca una gamba per capire se sono viva
– Mmmh no no… sono sveglia… – rispondo con una voce che sembra dire tutto il contrario.

Questa sera siamo state alla cena per l’addio al nubilato di Zoey, una sua amica che lavora nel cinema. Abbastanza simpatica se non fosse che appartiene alla categorie delle bruttine acidine, cioè quelle che si autoconvincono che le ragazze più carine di loro sono automaticamente meno intelligenti. Come se ci fosse in natura una sorta di bilanciamento (fatevene una ragione: ci sono anche le persone belle e intelligenti, e quelle brutte e stupide).
Il locale era uno di quelli del tipo “nondevopensareaquantohospesopernonsentirmimale”, ma almeno, devo ammettere, era davvero splendido. Ultimo piano del palazzo di una nota catena di alberghi di lusso nel centro di Vancouver, ambiente stiloso con luci soffuse e vista mozzafiato sulla città.
– Te l’avevo detto di non ingozzarti di aragosta – mi rimprovera
– Burp – le sbuffo in faccia un rutto soffocato di alcool e crostacei

Come una mamma premurosa Cory mi sfila gli stivali, mi spoglia e mi mette a letto. Poi, a tentoni nel buio, va a prendere un bicchiere d’acqua per la notte, si toglie i vestiti e mi raggiunge tra le coperte.
– Uffa, volevo andare avanti con Murakami stasera… – si lamenta mentre mi abbraccia – Alex io non ho sonno, che facciamo? –
– Mmmh… e cosa possiamo fare senza luce? –
Coraline resta un po’ in silenzio e poi si illumina
– Raccontami un segreto –
– Un segreto? –
– Sì dai! –
– Ma che segreto? –
– Non lo so, qualcosa… qualcosa che non hai mai raccontato a nessuno – (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #4 – Cinque piccoli feticisti

Sul treno per tornare a Vancouver sto attraversando la suggestiva campagna canadese e cosa cavolo mi è saltato in mente stamattina di mettermi dei sandali aperti col tacco!
Sì perché se sei una ragazza e stai indossando delle Allstar, degli stivali, dei Dr.Marteens, anche delle eleganti scarpe di vernice col tacco, solitamente non succede niente.
Ma appena sfoderi dei sandali, delle infradito o in generale qualsiasi tipo di scarpa che mostri un po’ delle tue estremità… ecco saltare fuori puntuale il feticista che accompagnerà il tuo viaggio con gli occhi puntati sui tuoi piedi.

Dal momento che la parola d’ordine è “non farsi beccare” è bellissimo vedere all’opera l’ingegno maschile nel trovare (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #3 – Tre orgasmi sottochiave

– Quindi si disconnette solo dopo le dieci o anche durante il pomeriggio?
Il giovane tecnico con la faccia mesta di un Matt Damon appena tradito dalla moglie sta armeggiando col modem cercando di capire per quale motivo la mia connessione internet, da un paio di giorni, ha deciso di mettersi a fare schifo.
– Sì anche durante il pomeriggio… – rispondo tornando dalla cucina con uno yogurt, – …ma specialmente la sera.
Il ragazzo mi guarda con aria confusa, come se il suo cervello avesse sempre un lag di qualche secondo prima di riuscire ad elaborare quello che gli dico. Probabilmente è la stanchezza, avrà lavorato tutta la giornata. O forse è che l’unica cosa che indosso è una maglietta larga che arriva appena a coprirmi gli slip così che (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #2 – Lucy (con Alex e Coraline) in the Sky with Diamonds

Il tema della serata è “Luxury & Life: il Lusso nel quotidiano”.
Sono stata invitata tramite l’agenzia di moda per cui lavoro e fa parte di quegli eventi per giovani milionari col cervello fuso e VIP in declino in cerca di visibilità: inutili ma nello stesso tempo imperdibili per conoscere personaggi grotteschi, mangiare caviale e bere champagne a sbaffo.

All’interno del gigantesco padiglione nell’area eventi di Vancouver sono state allestite tre sezioni distinte, una per la sfilata, una per il buffet e una di esposizione di oggetti importantissimi come il collare per chihuahua tempestato di swarovski da 10.000 dollari o il cesso rosa da 30.000$, opera del designer svizzero più in voga del momento.
In mezzo a tutto questo io e Cory stiamo girando divertite come fossimo all’interno di un luna park mentre questo museo degli orrori viene reso ancor più grottesco dagli effetti dell’LSD.
Sì perché una delle più grandi abilità di Coraline, come un sommelier che riesce ad abbinare il giusto vino al giusto piatto, è quella di saper trovare la droga giusta per ogni situazione, per ogni preciso momento della serata.
Alle 18:00 abbiamo fumato erba sul balcone per rilassarci
Alle 19:00 abbiamo tirato qualche riga per caricarci prima di uscire
Alle 20:00 abbiamo bevuto un paio di drink per prendere confidenza con l’ambiente e alle 21:00 Cory ha tirato fuori, come un sacro Graal, due cartoncini di acido tanto difficili da trovare in questo periodo.
Solo che il trip avrebbe dovuto terminare un’oretta fa mentre ora è quasi mezzanotte e il maledetto figlio di puttana non accenna a scendere.

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C’era una volta una Stronza in Canadà #1 – Dimmi che ho un brutto culo

Un vibratore bianco in perfetto stile Apple con cavo usb per essere collegato al telefono e vibrare a tempo di musica.

Tre bottiglie di finto-sperma di marca coreana, riscaldabile al microonde, per le amanti dell’auto-bukkake.

Un DVD incomprensibile di importazione con in copertina delle ragazze giapponesi intervistate che piangono.

Svariati butt-plug dotati di code colorate dal marrone realistico al fucsia, a seconda che vogliate sentirvi una puledra o un MyLittlePony in calore.

– Wow – penso osservando la variopinta vetrina di un sexy shop (altro…)