Diario

C’era una volta una Stronza in Canadà #12 – Sogni

Prendo coscienza dopo un lungo sogno fatto di ricordi e immagini di una delle peggiori serate della mia vita.
Sono avvolta dall’oscurità.
Dove mi trovo?
Cerco di alzarmi, provo a muovermi ma il mio corpo non risponde. Più precisamente, il mio corpo non c’è più, è sparito. O forse c’è ancora, da qualche parte, ma non riesco a percepirlo.
Sono… morta?
Ma no Alex, non si muore per un taglietto del cazzo.
Capisco di essere in quella specie di dormiveglia in cui (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #11 – Alejandra nell’abisso

Uno strano ronzio mi risuona in testa come uno sciame di mosche che mi vola intorno. Nell’oscurità in cui sono piombata ho ancora l’immagine dell’acqua che si tinge di rosso. Frammenti di ricordi che si accavallano confusi come in un sogno. Coraline che piange arrabbiata mentre mi urla addosso qualcosa a proposito della serata. Qualcosa che riguarda qualcuno che devo aver offeso.
Mi girano in testa queste parole “Io non ce la faccio più”. Ecco, quel qualcuno era un suo amico. Greg… o Craig, non ricordo. Un suo vecchio compagno di scuola che è venuto a trovarla dalla Nuova Zelanda. Durante il cenone di capodanno aveva provato ad attaccare bottone e io l’avevo umiliato davanti a tutti trattandolo come un morto di figa e alludendo pure al fatto che fosse (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #10 – Ipocrisia di merda

Per festeggiare la promozione di Zoey, diventata da poco direttrice generale di una nota casa di produzione cinematografica, abbiamo deciso di soddisfare le nostre voglie di sushi e sashimi nel ristorante giapponese più esclusivo di Yaletown.
Il tavolo al terzo piano, in una delle posizioni migliori della sala, è pieno di svariate portate, prese per poter assaggiare un po’ di tutto: dalla tempura agli yakitori, dal katsu-don ai gyoza. Tutto questo insieme, ovviamente, ad una quantità esagerata di pesce crudo.
Siamo già un po’ tutte ubriache per via del pesante aperitivo di qualche ora fa e (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #8 – Madonna Mayalah

Infilo la chiave di casa che sono zuppa dalla testa ai piedi. Per qualche motivo, da un paio di giorni, le previsioni del tempo qui a Vancouver hanno iniziato a toppare clamorosamente e così quello che oggi doveva essere un “parzialmente sereno con qualche nuvola” si è rivelato un: “muro d’acqua che neanche ad Haiti”.

Un avvolgente profumo d’incenso si espande nell’aria, la voce di Jim Morrison che canta The End esce dalle casse e questo significa che Coraline è già arrivata.

Entro in bagno e la trovo seduta a fare pipì mentre sta scartando la confezione di un vibratore con l’espressione curiosa ed eccitata di una bambina a Natale. (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #7 – Igiene orale

– Che stai scrivendo?
– Mmh… un racconto.
– Uno nuovo?
– Yes
Coraline sbircia sullo schermo del portatile sforzandosi di leggere alcune frasi in italiano senza capirne il significato, poi va a prendere il latte di soia, lo versa sui cereali e si siede a gambe incrociate sul letto col cucchiaio in bocca.
– Me lo leggi? – mi chiede mentre sgranocchia
– Non è ancora finito… mi manca poco.
– E di cosa parla, sempre di noi due? (altro…)

C’era una volta una stronza in Canadà #6 – Tutto in una notte

– Siamo arrivati, sono 15 dollari e 60.
Il bizzarro tassista indiano mi sorride mentre frugo nella borsetta per cercare il portafogli.

Questa sera sono stata invitata dai miei capi ad una cena di beneficenza contro il grave problema dell’epilessia canina.
In poche parole, l’agenzia di moda per cui lavoro, quando non tratta con Grandi Firme che fanno fare gli abiti dai cinesi negli scantinati, supporta cause inutili di gruppi animalisti per migliorare la propria immagine. L’evento è stato tenuto presso un noto ristorante di cucina fusion nel centro di Vancouver, uno di quelli col radar che vi scansiona all’ingresso e se non avete almeno 3 carte di credito platinum, non vi fa neanche entrare. (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #5 – Segreti

– Oh no, è mancata di nuovo la luce! –
Sdraiata sul letto con gli occhi chiusi e la mente ancora annebbiata dallo champagne sento Coraline lamentarsi dal bagno.
Nell’oscurità il suono dei suoi passi scalzi si fa sempre più vicino
– Ehi, ma stai già dormendo? – mi tocca una gamba per capire se sono viva
– Mmmh no no… sono sveglia… – rispondo con una voce che sembra dire tutto il contrario.

Questa sera siamo state alla cena per l’addio al nubilato di Zoey, una sua amica che lavora nel cinema. Abbastanza simpatica se non fosse che appartiene alla categorie delle bruttine acidine, cioè quelle che si autoconvincono che le ragazze più carine di loro sono automaticamente meno intelligenti. Come se ci fosse in natura una sorta di bilanciamento (fatevene una ragione: ci sono anche le persone belle e intelligenti, e quelle brutte e stupide).
Il locale era uno di quelli del tipo “nondevopensareaquantohospesopernonsentirmimale”, ma almeno, devo ammettere, era davvero splendido. Ultimo piano del palazzo di una nota catena di alberghi di lusso nel centro di Vancouver, ambiente stiloso con luci soffuse e vista mozzafiato sulla città.
– Te l’avevo detto di non ingozzarti di aragosta – mi rimprovera
– Burp – le sbuffo in faccia un rutto soffocato di alcool e crostacei

Come una mamma premurosa Cory mi sfila gli stivali, mi spoglia e mi mette a letto. Poi, a tentoni nel buio, va a prendere un bicchiere d’acqua per la notte, si toglie i vestiti e mi raggiunge tra le coperte.
– Uffa, volevo andare avanti con Murakami stasera… – si lamenta mentre mi abbraccia – Alex io non ho sonno, che facciamo? –
– Mmmh… e cosa possiamo fare senza luce? –
Coraline resta un po’ in silenzio e poi si illumina
– Raccontami un segreto –
– Un segreto? –
– Sì dai! –
– Ma che segreto? –
– Non lo so, qualcosa… qualcosa che non hai mai raccontato a nessuno – (altro…)