Non mi piace parlare di certe cose qui dentro ma oggi avrei dovuto terminare e iniziare a pubblicare una nuova serie e invece ho disgraziatamente dato un’occhiata ad alcuni articoli orripilanti che mi ero persa in questi ultimi giorni di clausura da scrittrice. (altro…)
C’era una volta una Stronza in Canadà #13 – Disarmarsi
Gli occhi iniziano ad aprirsi al suono di passi che si avvicinano.
Mi guardo intorno con la vista ancora sfocata.
Questa stanza la conosco…
Capisco di essere nel retro del Sexy Shop dove lavora Coraline.
La Nostra stanza.
Un paradiso di pause-pranzo passate a mangiare porcherie fritte, fumare canne, guardare porno ridicoli e scopare sul tavolo dell’archivio.
Cerco di muovermi e mi accorgo di essere completamente immobilizzata su una sedia, con i polsi e le caviglie legate.
Come sono finita qui dentro?
I passi si fanno sempre più vicini, sembra un suono (altro…)
C’era una volta una Stronza in Canadà #12 – Sogni
Prendo coscienza dopo un lungo sogno fatto di ricordi e immagini di una delle peggiori serate della mia vita.
Sono avvolta dall’oscurità.
Dove mi trovo?
Cerco di alzarmi, provo a muovermi ma il mio corpo non risponde. Più precisamente, il mio corpo non c’è più, è sparito. O forse c’è ancora, da qualche parte, ma non riesco a percepirlo.
Sono… morta?
Ma no Alex, non si muore per un taglietto del cazzo.
Capisco di essere in quella specie di dormiveglia in cui (altro…)
Medusa
– Sì?
– Ehm, buongiorno… sono Marco, posso entrare?
– Era ora. Sei il ragazzo del take away cinese, vero? Ho una fame…
– No, sono un cliente. La ragazza all’ingresso mi ha detto di salire al terzo piano e di bussare qui.
– Quale ragazza all’ingresso?
– Quella alta due metri, con le meches bionde.
– Ah, Ettore.
– Ettore?
– Il travestito più richiesto del quartiere, nonché cantante soul eccezionale. Si esibisce quasi tutte le sere (altro…)
Idioti avvisati…
Vista la cospicua presenza di individui che pensano che una scrittrice di racconti erotici sia per forza una ninfomane a cui ci si può rivolgere come fosse la puttana di strada a cui danno soldi tutte le sere, e dato che non mi va di perdere tempo in discussioni con sconosciuti, mi vedo costretta a mettere la “quarantena” ai commenti e a rinnovare l’invito a passare di QUI prima di contattarmi privatamente.
Cercate di capirmi, già mi manca la pazienza con le persone care, figuratevi quella che posso avere con voi.
Alessandra
C’era una volta una Stronza in Canadà #11 – Alejandra nell’abisso
Uno strano ronzio mi risuona in testa come uno sciame di mosche che mi vola intorno. Nell’oscurità in cui sono piombata ho ancora l’immagine dell’acqua che si tinge di rosso. Frammenti di ricordi che si accavallano confusi come in un sogno. Coraline che piange arrabbiata mentre mi urla addosso qualcosa a proposito della serata. Qualcosa che riguarda qualcuno che devo aver offeso.
Mi girano in testa queste parole “Io non ce la faccio più”. Ecco, quel qualcuno era un suo amico. Greg… o Craig, non ricordo. Un suo vecchio compagno di scuola che è venuto a trovarla dalla Nuova Zelanda. Durante il cenone di capodanno aveva provato ad attaccare bottone e io l’avevo umiliato davanti a tutti trattandolo come un morto di figa e alludendo pure al fatto che fosse (altro…)
Cip cip
Dal momento che li odio tutti (i social) non so quanto ci resisterò. Ma all’uccellino azzurro non ho mai realmente dato una possibilità, per cui…
Twitter: @Angry_Alexandra
Uccidete la Tigre Bianca – 8 – Notte dal Drago Pigro
L’orologio sul cruscotto del taxi segna le 2:15 mentre percorriamo le strade vuote e silenziose del quartiere più povero della città. Dal momento che la probabilità di trovare uomini della Ukus ad aspettarmi sulla porta di casa era del 99% ho chiesto a Wang di portarci in un luogo sicuro, un posto dove poter passare la notte tranquilli. Lui senza starci troppo a pensare ha ingranato la marcia esclamando – Da mio zio Chung! Pensione del Drago Pigro, voi conosce?
– No, mai sentita.
– Ecco, appunto. Posto sicuro. Pochi conoscono!
Alla domanda su come faccia ad andare avanti un hotel che nessuno conosce, mi ha spiegato che in realtà (altro…)
Uccidete la Tigre Bianca – 7 – In fuga
Il 2080 è iniziato da 5 minuti e il fragore dei fuochi d’artificio che infiammano il cielo di New Rome ci raggiunge confuso mentre stiamo correndo nel buio delle sue viscere più profonde.
Ok, questo è ufficialmente il capodanno più di merda della mia vita del cazzo – Penso mentre cerco di mantenermi al centro del piccolo cornicione, tra colonie di ratti che escono dal muro alla mia sinistra e l’impressionante (altro…)
F.A.Q.
Detesto fare comunicazioni di servizio ma dal momento che le vostre domande e richieste aumentano sempre di più e sono, per altro, sempre le stesse, prima di contattarmi siete pregati di fare un salto QUI
Alessandra