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C’era una volta una Stronza in Canadà #10 – Ipocrisia di merda

Per festeggiare la promozione di Zoey, diventata da poco direttrice generale di una nota casa di produzione cinematografica, abbiamo deciso di soddisfare le nostre voglie di sushi e sashimi nel ristorante giapponese più esclusivo di Yaletown.
Il tavolo al terzo piano, in una delle posizioni migliori della sala, è pieno di svariate portate, prese per poter assaggiare un po’ di tutto: dalla tempura agli yakitori, dal katsu-don ai gyoza. Tutto questo insieme, ovviamente, ad una quantità esagerata di pesce crudo.
Siamo già un po’ tutte ubriache per via del pesante aperitivo di qualche ora fa e (altro…)

C’era una volta una stronza in Canadà #6 – Tutto in una notte

– Siamo arrivati, sono 15 dollari e 60.
Il bizzarro tassista indiano mi sorride mentre frugo nella borsetta per cercare il portafogli.

Questa sera sono stata invitata dai miei capi ad una cena di beneficenza contro il grave problema dell’epilessia canina.
In poche parole, l’agenzia di moda per cui lavoro, quando non tratta con Grandi Firme che fanno fare gli abiti dai cinesi negli scantinati, supporta cause inutili di gruppi animalisti per migliorare la propria immagine. L’evento è stato tenuto presso un noto ristorante di cucina fusion nel centro di Vancouver, uno di quelli col radar che vi scansiona all’ingresso e se non avete almeno 3 carte di credito platinum, non vi fa neanche entrare. (altro…)

Frammenti dal Diario di una Stronza #3 Disco Night(mare)

Pubblicherò di tanto in tanto in questa sezione chiamata Frammenti alcuni episodi dal mio Diario di una Stronza, antecedenti agli episodi di C’era una volta una Stronza in Canadà e pubblicati un anno fa.

In coda per entrare al [XXXXX] io e Giorgia ci aggiustiamo i capelli spettinati dalla pioggia. Siamo qui per la festa di Susy, una nostra amica di cui in realtà ci importa poco ma a quanto pare ha prenotato dei tavoli nella zona V.I.P. e questa è un’occasione che non possiamo lasciarci scappare.
Giorgia ha un vestito corto nero, sandali con tacco neri, smalto nero, rossetto viola e capelli che alla fine ha deciso di raccogliere lasciando libero qualche ciuffo davanti. Se non la conosceste potreste scambiarla per una dai gusti vagamente goth.
I miei capelli invece stanno bene anche un po’ spettinati e quindi ho deciso di non perdere altro tempo a sistemarli, ho delle scarpe con tacco rosse di vernice e un vestito rosso assolutamente proibitivo a meno che non siate anche voi delle bionde di un metro e ottanta con il viso di Nastassja Kinski e 151 di QI.

Osservo la fiumana di persone in coda, molti hanno la faccia di gente che non ha passato le selezioni di un reality show e dico che è affascinante l’energia, il tempo e i soldi che spendono per tutto questo nonostante quello che li aspetta. (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #1 – Dimmi che ho un brutto culo

Un vibratore bianco in perfetto stile Apple con cavo usb per essere collegato al telefono e vibrare a tempo di musica.

Tre bottiglie di finto-sperma di marca coreana, riscaldabile al microonde, per le amanti dell’auto-bukkake.

Un DVD incomprensibile di importazione con in copertina delle ragazze giapponesi intervistate che piangono.

Svariati butt-plug dotati di code colorate dal marrone realistico al fucsia, a seconda che vogliate sentirvi una puledra o un MyLittlePony in calore.

– Wow – penso osservando la variopinta vetrina di un sexy shop (altro…)