Scherza con i fanti ma lascia stare i… cani

Ricordo che scrissi il terzo capitolo del mio periodo canadese in piedi sul bus mentre andavo al lavoro. Non avevo foglietti quindi usai l’app degli appunti dell’iphone. E presa dalla foga di raccontare quello che era appena successo lo pubblicai subito, senza neanche rileggerlo. I risultati furono una tonnellata di refusi e l’ingresso nel libro nero di alcuni animalisti che mi inondarono la mail di insulti (“troia specista” il più frequente) per i successivi 3 mesi.

C’era una volta una Stronza in Canadà #3 – Tre orgasmi sottochiave

Buenos Dias #3

Tornata in Italia per qualche settimana, sabato sera sono stata immortalata a tradimento in tutto il mio entusiasmo da una disegnatrice amica di amici (ciao Gloria) durante una festa orrenda. Devo ammettere che, per come ero messa, alla fine ne sono uscita bene… sembro quasi sobria. Quasi.

AlexL

Un consiglio…

…state sempre attenti alle foto che utilizzate come immagini del profilo su FB 

Frammenti dal Diario di una Stronza #5 – Mistress per caso

La domenica mi sveglio con uno dei doposbornia peggiori che la memoria ricordi. Mi reco barcollante verso la cucina, mi verso da bere, accendo il portatile e mi connetto al social network con la f minuscola. Guardo i messaggi… e per poco non sputo tutto il caffè americano sullo schermo.

Ma devo tornare un attimo indietro.
Da un po’ di tempo Giorgia era fissata sul fatto di (altro…)

Tokyo, Mon Amour

Come un chirurgo durante la più delicata delle operazioni il giovane fotografo dagli occhi a mandorla si è chinato a frugare nella sua valigetta con gli strumenti per tirare fuori una specie di doppia lente dalla forma rettangolare. Seduto su uno sgabellino con le mie caviglie tra le mani mi sta esaminando le dita dei piedi da quasi venti minuti.
Prima ha passato in rassegna le mani, poi ha fatto cenno ad un’assistente e le ha sussurrato qualcosa. Questa è corsa a chiamare un altro ragazzo che è arrivato con un tablet ad ascoltare le osservazioni del fotografo. Due ore di segni, indicazioni e frasette in giapponese con, ogni tanto, qualche sorriso verso di me per rassicurarmi che stava andando tutto bene.

Il bello di lavorare a Tokyo è che l’ospitalità nipponica è qualcosa di assolutamente ineguagliabile. Ti vengono a prendere all’aeroporto in un’auto dai vetri scuri, ti accolgono al Park Hyatt come (altro…)

camgirls e Milionarie in una notte

Frammenti dal Diario di una Stronza #4 – Soffocare

Il giovedì sera è stato ribattezzato “chinese food & evil plans”, un appuntamento fisso divenuto un vero e proprio rituale che consiste nel trovarsi a casa di Giorgia, ordinare cibo cinese a domicilio e passare la serata mangiando in pigiama davanti alla tv a commentare reality trash. Ma soprattutto a portare avanti la ricerca del nostro piano segreto per la felicità eterna: diventare schifosamente ricche in poco tempo e senza sforzi.

Sì perché se pensate che abbiamo intenzione di passare le nostre vite sgobbando otto ore al giorno per uno stipendio da fame, abbruttite dallo stress e dalla frustrazione come la maggior parte di voi, allora non avete capito niente. (altro…)

Fate cagare

L’istinto è quello di sbattermene ma Sara puntualmente mi rompe che la reputazione online ha un suo peso e bla bla i follower, i like, devi socializzare, bla bla bla. E quindi eccomi qua a socializzare, a navigare controvoglia per i vostri blog perlopiù orrendi cercando qualcosa di interessante, o anche solo decente, da likare in questo teatrino ridicolo di “scambio di voti”. E vi devo confessare che è difficile, cazzo se è difficile.   (altro…)

Buon San Valentino di merda

Frammenti dal Diario di una Stronza #2 – Peggio di così si muore (un sabato sera di merda)

Sabato sera arrivo al live club XXXX e sono già incazzata a morte.
Nel pomeriggio ho perso per un soffio una partita a squash contro una cagnetta presuntuosa che avrei voluto strozzare con le mie mani dopo averle fatto ingoiare la racchetta. Una di quelle insopportabili stronzette prodigio che hanno iniziato a giocare l’altro ieri, sono già fottutamente forti e ti fanno – Sìbellapartitabrava – con quello sguardo politicamente corretto da finte umili del cazzo.
Tornata a casa ho avuto pochissimo tempo per prepararmi così dovuto optare per (altro…)

Yuppies necrofili

Non mi piace parlare di certe cose qui dentro ma oggi avrei dovuto terminare e iniziare a pubblicare una nuova serie e invece ho disgraziatamente dato un’occhiata ad alcuni articoli orripilanti che mi ero persa in questi ultimi giorni di clausura da scrittrice.  (altro…)