life

Alessandra tra le vipere -3- Canguri, reggiseni e prozac

“Odio le persone che sembrano canguri”
Sono passati tre giorni dalla nostra cena e Jillian mi manda questo tipo di messaggi criptici più o meno due volte al giorno. Seduta in mutande e reggiseno sulla schiena di un modello brasiliano, di cui ho già dimenticato il nome, le rispondo che domani sarà nuvolo ed essendo un’ottima occasione per andare in spiaggia senza morire ustionate, potremmo passare il pomeriggio a Santa Monica. Poi lancio l’iphone sul tavolino e ritorno in posizione (altro…)

Alessandra tra le vipere -2- Jixa

All’angolo tra Cole Avenue e Melrose Avenue le vetrate luminose del Providence illuminano la fila di coppie in coda verso un’impresa pressoché impossibile: trovare un tavolo libero il venerdì sera. Si tratta perlopiù di giovani colletti bianchi ma ci sono anche svariati produttori televisivi. Questi li riconosci perché sono vestiti a metà tra un formal e un casual-friday, portano occhialini da intellettuali coi soldi e generalmente, dopo essersi fatti succhiare l’uccello tutto il pomeriggio dall’attricetta speranzosa di turno, si lavano la coscienza portando moglie e bambini a cena nel ristorante di pesce più costoso del quartiere.
In piedi al bancone del bar ordino un martini per ingannare l’attesa intanto che aspetto l’arrivo di Jixa. Se dovessi dirvi ora perché l’ho fatto, perché l’ho chiamata, (altro…)

Alessandra tra le vipere -1-

– Un maxi frappé alla vaniglia, una cheesecake al mirtillo e un bicchiere d’acqua, grazie.
Entrata di corsa da Starbucks faccio segno alla ragazza al bancone e mi butto sul primo divanetto libero per riprendere fiato. L’orologio alla parete segna le 9:02, tiro fuori un fazzoletto e mi asciugo la fronte marcia di sudore. Fuori dalla vetrata il sole di L.A. illumina la variopinta folla che attraversa Sunset Boulevard: un’orgia allucinata di famiglie bianche di cattolici benpensanti, spacciatori sudamericani con lo shotgun nel bagagliaio, rispettati primari di colore che vivono in ville da gangster e attricette strafatte di coca che si confondono con puttane strafatte di coca.
Mi guardo intorno. Seduto al tavolo di fianco a me un giovane hipster sta facendo finta di lavorare a qualcosa di grafico sul suo macbook nuovo. Ha lo sguardo di chi non scopa da mesi e probabilmente (altro…)

Scherza con i fanti ma lascia stare i… cani

Ricordo che scrissi il terzo capitolo del mio periodo canadese in piedi sul bus mentre andavo al lavoro. Non avevo foglietti quindi usai l’app degli appunti dell’iphone. E presa dalla foga di raccontare quello che era appena successo lo pubblicai subito, senza neanche rileggerlo. I risultati furono una tonnellata di refusi e l’ingresso nel libro nero di alcuni animalisti che mi inondarono la mail di insulti (“troia specista” il più frequente) per i successivi 3 mesi.

C’era una volta una Stronza in Canadà #3 – Tre orgasmi sottochiave

Buenos Dias #3

Tornata in Italia per qualche settimana, sabato sera sono stata immortalata a tradimento in tutto il mio entusiasmo da una disegnatrice amica di amici (ciao Gloria) durante una festa orrenda. Devo ammettere che, per come ero messa, alla fine ne sono uscita bene… sembro quasi sobria. Quasi.

AlexL

Un consiglio…

…state sempre attenti alle foto che utilizzate come immagini del profilo su FB 

Frammenti dal Diario di una Stronza #5 – Mistress per caso

La domenica mi sveglio con uno dei doposbornia peggiori che la memoria ricordi. Mi reco barcollante verso la cucina, mi verso da bere, accendo il portatile e mi connetto al social network con la f minuscola. Guardo i messaggi… e per poco non sputo tutto il caffè americano sullo schermo.

Ma devo tornare un attimo indietro.
Da un po’ di tempo Giorgia era fissata sul fatto di (altro…)

camgirls e Milionarie in una notte

Frammenti dal Diario di una Stronza #4 – Soffocare

Il giovedì sera è stato ribattezzato “chinese food & evil plans”, un appuntamento fisso divenuto un vero e proprio rituale che consiste nel trovarsi a casa di Giorgia, ordinare cibo cinese a domicilio e passare la serata mangiando in pigiama davanti alla tv a commentare reality trash. Ma soprattutto a portare avanti la ricerca del nostro piano segreto per la felicità eterna: diventare schifosamente ricche in poco tempo e senza sforzi.

Sì perché se pensate che abbiamo intenzione di passare le nostre vite sgobbando otto ore al giorno per uno stipendio da fame, abbruttite dallo stress e dalla frustrazione come la maggior parte di voi, allora non avete capito niente. (altro…)

Buon San Valentino di merda

Frammenti dal Diario di una Stronza #2 – Peggio di così si muore (un sabato sera di merda)

Sabato sera arrivo al live club XXXX e sono già incazzata a morte.
Nel pomeriggio ho perso per un soffio una partita a squash contro una cagnetta presuntuosa che avrei voluto strozzare con le mie mani dopo averle fatto ingoiare la racchetta. Una di quelle insopportabili stronzette prodigio che hanno iniziato a giocare l’altro ieri, sono già fottutamente forti e ti fanno – Sìbellapartitabrava – con quello sguardo politicamente corretto da finte umili del cazzo.
Tornata a casa ho avuto pochissimo tempo per prepararmi così dovuto optare per (altro…)

Medusa

– Sì?
– Ehm, buongiorno… sono Marco, posso entrare?
– Era ora. Sei il ragazzo del take away cinese, vero? Ho una fame…
– No, sono un cliente. La ragazza all’ingresso mi ha detto di salire al terzo piano e di bussare qui.
– Quale ragazza all’ingresso?
– Quella alta due metri, con le meches bionde.
– Ah, Ettore.
– Ettore?
– Il travestito più richiesto del quartiere, nonché cantante soul eccezionale. Si esibisce quasi tutte le sere (altro…)

C’era una volta una Stronza in Canadà #10 – Ipocrisia di merda

Per festeggiare la promozione di Zoey, diventata da poco direttrice generale di una nota casa di produzione cinematografica, abbiamo deciso di soddisfare le nostre voglie di sushi e sashimi nel ristorante giapponese più esclusivo di Yaletown.
Il tavolo al terzo piano, in una delle posizioni migliori della sala, è pieno di svariate portate, prese per poter assaggiare un po’ di tutto: dalla tempura agli yakitori, dal katsu-don ai gyoza. Tutto questo insieme, ovviamente, ad una quantità esagerata di pesce crudo.
Siamo già un po’ tutte ubriache per via del pesante aperitivo di qualche ora fa e (altro…)